Esistono alimenti in grado di rendere la pelle più luminosa? Sì, come sostengono i nutrizionisti del Relilax, lo spazio beauty dell'Hotel Terme di Miramonti a Montegrotto. La carota e la zucca, per esempio, entrambe ricche di vitamina A. La prima ha proprietà eutrofiche e fa venire in generale una pelle più liscia. La zucca, invece, ricca anche di potassio, ha una azione regolatrice del metabolismo cutaneo. E non vanno dimenticati gli agrumi, a partire dal limone, con la sua alta percentuale di acido citrico: è un potente astringente. Ma anche aranci, pompelmi e mandarini hanno funzioni anti-età grazie alla presenza di vitamina C.
Mademoiselle
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lunedì 26 maggio 2014
La dieta anti-buio
Etichette:
alimentazione,
bellezza,
nutrizione,
pelle,
salute
Ubicazione:
Alessandria, Italia
giovedì 28 luglio 2011
Quanto cibo sprecato!
Buttiamo tonnellate di alimenti, ma potremmo evitarlo.
Con qualche buona abitudine.
Ieri buttare via il cibo era uno scandalo, oggi è un'abitudine. In Italia ogni anno finiscono nella monnezza 20 milioni di tonnellate di alimenti, quantità che potrebbe sfamare 44 milioni di persone (l'intera Spagna, i tre quarti della nostra popolazione). Non siamo nati spreconi, lo siamo diventati. Dal 1974 ad oggi i rifiuti alimentari sono aumentati del 50%.
Dal momento in cui nascono, i cibi fanno molta strada prima di arrivare nei nostri frigoriferi ed è fisiologico che lungo questo percorso qualcosa venga perduto: pensiamo per esempio agli ortaggi che si deteriorano. Tuttavia, buona parte degli sprechi può essere evitata, anche da noi. Secondo i dati dell'Associazione ADOC - associazione nazionale per la difesa e l'orientamento dei consumatori - nel 2009 le famiglie italiane hanno buttato nella pattumiera il 17% dei prodotti ortofrutticoli, il 19% del pane e addirittura il 39% dei cibi freschi di derivazione animale (latte, uova, carne e formaggini).
Tradotti in denaro, i nostri sprechi equivalgono a 515€ all'anno, cifra che può essere risparmiata, con grande vantaggio anche per l'ambiente: per smaltire i rifiuti alimentari s'immettono nell'atmosfera grandi quantità di anidride carbonica, con notevoli ripercussioni sull'aria che respiriamo. Si butta via perché si acquista più del necessario (nel 36% dei casi), perché ci si fa irretire dalle offerte (24%), e nel 25% dei casi perché i prodotti sono scaduti. Tutte situazioni che possono essere evitate, cambiando un po' le nostre abitudini.
Consigli pratici
L'Università Milano Bicocca, in collaborazione con Legambiente, ha messo a punto il progetto Ri.De.Re in casa. "E' una campagna rivolta alla popolazione e agli studenti che si propone di ridurre gli sprechi alimentari", spiega il professor Massimo Labra, ricercatore. Dal progetto è nata la Guida critica per il consumatore intelligente (scaricabile dal sito www.zooplantlab.btbs.unimib.it), da cui abbiamo tratto alcuni di questi consigli.
Il risparmio comincia al supermercato
Compilare una lista, alla quale attenersi, aiuta a non acquistare prodotti inutili. E bene non farsi trarre in inganno dalle offerte: il "prendi tre, paghi due" è utile se davvero si ha bisogno di quel che si sta acquistando; per evitare sprechi, occorre limitarlo agli alimenti che durano a lungo valutando molto bene l'acquisto di quelli a scadenza breve. Un po' di attenzione va data alle confezioni: piuttosto che comperare un cestino con sei mele è meglio prenderne due sfuse se on se ne consumano in grandi quantità.
Cosa fare a casa
Collocare un alimento nel posto giusto significa allungargli la vita. I cibi secchi (pasta, biscotti, zucchero) assorbono molta umidità e vanno posti in ambiente asciutto, avendo cura di richiudere bene le confezioni. Nel frigorifero, i prodotti appena acquistasti vanno riposti dietro, tenendo in prima fila quelli con la scadenza più vicina. Frutta e verdura vanno riposte sui ripiani bassi, nei cassetti, dopo averle liberate dalle confezioni; anche le carni e i latticini devono essere collocati in basso; i salumi possono essere riposti sui ripiani superiori. I prodotti in bottiglia o lattina, che una volta aperti devono andare in frigorifero, sono trai i principali oggetti di spreco. Meglio scegliere le confezioni piccole, evitando le versioni risparmio se la famiglia non è numerosa.
Attenzione alle etichette
La dicitura "Da consumarsi preferibilmente entro il..." non indica una data di scadenza tassativa e non obbliga a gettare via il prodotto: superato il giorno indicato, infatti, i cibi non perdono le loro caratteristiche nutritive organolettiche (gusto, consistenza, aroma) né provocano danni alla salute. Possono essere quindi consumati anche dopo il termine (a patto, naturalmente, che siano stati ben conservati, non emanino un cattivo odore o abbiano un brutto aspetto). Al contrario, gli alimenti freschi, come il latte e i formaggi, la carne o il pesce e le uova vanno consumati entro la data indicata nella confezione.
Avanzi al ristorante? C'è la doggy bag
Un'alternativa allo spreco nei ristoranti è la doggy bag, il pacchettino con gli avanzi per il cane o il gatto. A chi non possiede animali domestici, ma non vuole che quel che ha avanzato finisca nella monnezza, hanno pensato Alberto Brosio e Federico Buono ideando Lavanzino. E' un kit acquistabile dai ristoranti e dalle mense, composto da un sacchetto portacibo e un portabottiglie in carta riciclata dove riporre gli avanzi. Per offrire in modo raffinato un servizio che spesso il cliente non osa chiedere (www.lavanzino.it).
Altre idee per ridistribuire i prodotti
Gran parte degli sprechi alimentari avviene nella grande distribuzione. Supermercati e ipermercati gettano ogni anno tonnellate di cibo, merce ancora commestibile indirizzata alla discarica perché prossima alla data di scadenza o esteticamente non presentabile.
Trasformare questo spreco in risorsa è l'obiettivo che si è posto Andrea Segrè che con l'Università di Bologna ha attivato Last Minute Market, un servizio di recupero e redistribuzione della merce invenduta.
"Quando un prodotto si avvicina alla data di scadenza o se gli imballaggi non sono perfetti, i supermercati lo ritirano dagli scaffali per destinarlo alla discarica", racconta Segrè. "E' un vero peccato, perché muovendosi in tempo, e organizzandosi, lo si può dare a chi ne ha bisogno".
Il compito di Last Minute Market è proprio questo: fornire alle aziende della grande distribuzione le indicazioni e i contatti per fare arrivare le merci invendute ad associazioni ed enti di carità della zona, illustrando anche tutte le regole igienico-sanitarie ed economico-fiscali da seguire. A Last Minute Market (www.lastminutemarket.it) possono rivolgersi le catene distributive, i comuni ma anche gli enti di assistenza che vogliono ricevere i prodotti invenduti.
Simonetta
martedì 21 settembre 2010
Cucina per la vita sedentaria
La vita sedentaria, anche se lavorativa, acuisce la tendenza ad ingrassare. Senza affatto occuparci dei casi clinici, dell'obesità come malattia, di nessuna contingenza per la quale sia indicato il consiglio del medico, possiamo tuttavia considerare il problema dal punto di vista culinario e chiarirlo come segue.
Primo: chi ha tendenza ad ingrassare eccessivamente, deve astenersi dai grassi. Infatti, oltre al fenomeno dell'adipismo, si incorre nelle disfunzioni epatiche e della cistifellea, con disturbi complessivi. Evitando l'ingerimento dei grassi, o almeno di molti grassi, si eviterà altresì l'uso dell'acqua, del sale e di condimenti pizzicanti.
Secondo: come si devono assolutamente bandire le famose cure dimagranti (salvo che siano prescritte dal medico), così non si deve credere che il regime per non ingrassare consista in un continuato sacrificio alldella gola, in un'astinenza dai cibi che più solleticano il palato, o - come qualche donna fa, sbagliando di grosso, nel non mangiare addirittura, saltare i pasti, costringersi al digiuno.
Chiunque può fare una cura ragionevole, restringendo al minimo i grassi e studiando fra le tante altre materie offerte alla tavola un complesso che soddisfi egualmente il palato, e sostenga le forze. Eccovi qui alcuni esempi di ottime pietanze, nelle quali non figurano i grassi, o vi figurano in quantità minima, pur essendo saporite, fragranti, appetitose e nutrienti: cioè adatte a chi lavora e consuma, ma non fa movimento.
Minestra di lattughe ripiene
Mettete a bollire dell'acqua leggermente salata in una casseruola larga e bassa. Immergervi per dieci minuti le foglie intere, slargate, di insalata lattuga, riprendere con la schiumarola, farle scolare su un setaccio.
Preparare questo ripieno:
4 etti di vitellone lessato, freddo, passato alla macchina per due volte; un sedano, mezza carota, prezzemolo, una cipolla e due patate lesse, il tutto tritato e passato alla macchina. Unire tali ingredienti in una bacinella, aggiungere un pugno di parmigiano grattato, odore di noce moscata, due uova crude, sala, pepe. Allargate sul tagliere di legno le lattughe, riempirle una per una col ripieno, arrotolarle in modo da formare una grossa oliva.
Disporre le olive così ottenute sul fondo di una teglia, leggermente imburrata, e mettere in forno. Inumidire spesso con brodo di estratto. Circa un quarto d'ora di cottura, curando che non si asciughino mai.
Carne al limone
L'uso della carne cruda, sgrassata e tritata, è raccomandabilissimo. Facilmente reperibile, nutre molto senza mettere grassi nell'organismo. A molti piace per natura. A qualcuno è addirittura insopportabile. Si tratta anche in questo caso di confezionarla in modo da renderla appetibile.
Togliete al pezzo di polpa che avete scelto tutte le parti grasse. Con lo stesso coltello, grattate la carne sicché si riduca ad una specie di sbriciolatura rosea. Mettetela in una scodella, con olio, limone, pepe e sale, e lasciatevela per almeno un'ora. Presentatela in un piattino d'argento, con fogliette di prezzemolo. Cottura nel limone, sapore squisito: ecco il risultato.
Fettine di manzo carciofate
Dose per sei persone. Togliete le foglie dure a sei carciofi, quindi affettateli. Stendete sul fondo di una casseruola una larga e sottile fetta di carne, sulla quale porrete alcune fette di carciofo e quattro mezzi alici, senza testa ma non lavate. Ripetete, fino ad esaurire la carne, i carciofi, le alici. Su ogni strato, poco sale e pepe. Aggiungete due cucchiai d'olio e tre quarti di litro di un buon vino rosso. Coprite e mettete a fuoco forte, meglio se in forno già ben caldo, lasciando chiuso il tegame fino a tre quarti di cottura.
Pollo al marsala
Anche in questa confezione sono aboliti i grassi.
Ponete un pollo al fuoco, in un lago d'olio. Quando è dorato, aggiungete due spicchi d'aglio e un velo di cipolla grattata finemente. Poco di sale, di pepe, di garofano. Aumentando il colore, tagliate il pollo in pezzi regolari e spolpate il petto. Rimettetelo nel recipiente, coprendolo con salsa di pomodoro sciolta in brodo di estratto. Allorché il pollo è giunto a cottura, versate tre bicchieri di marsala. Attendete che questo sia quasi tutto consumato e servite. Si raccomanda di non aggiungere mai acqua né altro ingrediente.
Mademoiselle
Primo: chi ha tendenza ad ingrassare eccessivamente, deve astenersi dai grassi. Infatti, oltre al fenomeno dell'adipismo, si incorre nelle disfunzioni epatiche e della cistifellea, con disturbi complessivi. Evitando l'ingerimento dei grassi, o almeno di molti grassi, si eviterà altresì l'uso dell'acqua, del sale e di condimenti pizzicanti.
Secondo: come si devono assolutamente bandire le famose cure dimagranti (salvo che siano prescritte dal medico), così non si deve credere che il regime per non ingrassare consista in un continuato sacrificio alldella gola, in un'astinenza dai cibi che più solleticano il palato, o - come qualche donna fa, sbagliando di grosso, nel non mangiare addirittura, saltare i pasti, costringersi al digiuno.
Chiunque può fare una cura ragionevole, restringendo al minimo i grassi e studiando fra le tante altre materie offerte alla tavola un complesso che soddisfi egualmente il palato, e sostenga le forze. Eccovi qui alcuni esempi di ottime pietanze, nelle quali non figurano i grassi, o vi figurano in quantità minima, pur essendo saporite, fragranti, appetitose e nutrienti: cioè adatte a chi lavora e consuma, ma non fa movimento.
Minestra di lattughe ripiene
Mettete a bollire dell'acqua leggermente salata in una casseruola larga e bassa. Immergervi per dieci minuti le foglie intere, slargate, di insalata lattuga, riprendere con la schiumarola, farle scolare su un setaccio.
Preparare questo ripieno:
4 etti di vitellone lessato, freddo, passato alla macchina per due volte; un sedano, mezza carota, prezzemolo, una cipolla e due patate lesse, il tutto tritato e passato alla macchina. Unire tali ingredienti in una bacinella, aggiungere un pugno di parmigiano grattato, odore di noce moscata, due uova crude, sala, pepe. Allargate sul tagliere di legno le lattughe, riempirle una per una col ripieno, arrotolarle in modo da formare una grossa oliva.
Disporre le olive così ottenute sul fondo di una teglia, leggermente imburrata, e mettere in forno. Inumidire spesso con brodo di estratto. Circa un quarto d'ora di cottura, curando che non si asciughino mai.
Carne al limone
L'uso della carne cruda, sgrassata e tritata, è raccomandabilissimo. Facilmente reperibile, nutre molto senza mettere grassi nell'organismo. A molti piace per natura. A qualcuno è addirittura insopportabile. Si tratta anche in questo caso di confezionarla in modo da renderla appetibile.
Togliete al pezzo di polpa che avete scelto tutte le parti grasse. Con lo stesso coltello, grattate la carne sicché si riduca ad una specie di sbriciolatura rosea. Mettetela in una scodella, con olio, limone, pepe e sale, e lasciatevela per almeno un'ora. Presentatela in un piattino d'argento, con fogliette di prezzemolo. Cottura nel limone, sapore squisito: ecco il risultato.
Fettine di manzo carciofate
Dose per sei persone. Togliete le foglie dure a sei carciofi, quindi affettateli. Stendete sul fondo di una casseruola una larga e sottile fetta di carne, sulla quale porrete alcune fette di carciofo e quattro mezzi alici, senza testa ma non lavate. Ripetete, fino ad esaurire la carne, i carciofi, le alici. Su ogni strato, poco sale e pepe. Aggiungete due cucchiai d'olio e tre quarti di litro di un buon vino rosso. Coprite e mettete a fuoco forte, meglio se in forno già ben caldo, lasciando chiuso il tegame fino a tre quarti di cottura.
Pollo al marsala
Anche in questa confezione sono aboliti i grassi.
Ponete un pollo al fuoco, in un lago d'olio. Quando è dorato, aggiungete due spicchi d'aglio e un velo di cipolla grattata finemente. Poco di sale, di pepe, di garofano. Aumentando il colore, tagliate il pollo in pezzi regolari e spolpate il petto. Rimettetelo nel recipiente, coprendolo con salsa di pomodoro sciolta in brodo di estratto. Allorché il pollo è giunto a cottura, versate tre bicchieri di marsala. Attendete che questo sia quasi tutto consumato e servite. Si raccomanda di non aggiungere mai acqua né altro ingrediente.
Mademoiselle
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