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giovedì 10 aprile 2014

I bambini

I bambini sono tutta la nostra vita. Appena una donna ha coscienza di sé, un desiderio prima solo intuito, poi sempre più chiaro e preciso è in lei: un bambino.
Molti credono, un momento, che il suo più grande desiderio sia diventare attrice, velina, modella, cantante, ballerina, psicologa, maestra, o di possedere l'ultima bellissima borsa della Liu Jo; ma questi sono desideri accessori, secondari. Lasciatela sola con se stessa, fate che si guardi sinceramente nell'anima, che parli senza neppure il minimo impalpabile velo di menzogna, ed essa dirà: un bambino. Molti pensano, un momento: "Ecco una donna felice".
E' giovane, è ricca, la fortuna è dalla sua parte. Ha ciò che desidera, ciò che vuole, il possibile, e qualche volta, l'impossibile. La sua felicità esiste, sì, non la neghiamo, ma è qualche cosa che non ha basi, una cosa fuori di lei, staccata da lei: perché non ha un bambino.
Non le credete quando dice: "No". Non le credete quando sembra che non le importi, quando persino essa stessa crede di non desiderarlo. Non le credete quando vi dice che ha paura delle responsabilità che le verrebbero. Non ne ha paura. Sa troppo bene, sente troppo bene, che un bambino vale qualunque responsabilità, qualunque sacrificio. E ne abbiamo la prova quando ha un bambino; quando leggiamo nei suoi occhi l'irrevocabile sicurezza di essere d'accordo con la vita, di aver obbedito alla vita; quando comprendiamo che tutta la sua vita è non lei, ma il bambino.
Anna ama i bambini, come tutte le donne. Un giorno, e fra non molto, anch'essa avrà dei bambini. E solo allora, mi ha detto, sarà veramente felice. E in quel veramente, c'è tutta la sincerità profonda della donna che rivela il sentimento essenziale della sua anima.


Simonetta

venerdì 7 marzo 2014

Dedicato alle impiegate

Impiegate.
Siete voi che affollate le metropolitane alle sette della mattina, a mezzogiorno, alle sette di sera. Siete voi che popolate le trattorie a prezzo fisso, e i cinema il sabato sera. La vostra vita non è delle più comode, siamo d'accordo. Le mattine d'inverno è fastidioso il risveglio: ed è insolubile il problema di comprare con venti euro un berrettino che è bellissimo, ma che ne costa quaranta. Ho letto qualche volta nei vostri occhi la mestizia di chi compie un faticoso dovere, un pesante compito che non è il suo. Forse avete ragione. Ma voi non rimarrete sempre impiegate. Presto, più presto di quello che crediate, sarete spose, poi mamme. E starete così al vostro focolare, che sarà la casa di vostro marito e dei vostri figli.
Ma intanto, sapete superare serenamente questo breve, e combattivo periodo di lavoro?

Il problema del lavoro...
E' vero che molte volte il vostro lavoro non è divertente. Copiare, scrivere al computer, riempire colonne di cifre, non è certamente uno svago. Sarebbe molto meglio fare una gita,  leggere un buon libro. Ma nella vita, non è ciò che si vorrebbe fare che conta, ma ciò che si deve fare. Tutti, diciamo tutti, hanno un dovere da compiere, e lo compiono, sacrificando ad esso i propri piccoli o grandi desideri. Quindi, sappiate compierlo anche voi, e con buona volontà. Perché questo è il grande segreto. Il lavoro più arido diverrà per voi facile e piacevole, se lo farete con la buona volontà di farlo bene, di farlo con cura, di metterci un po' di voi stesse. Non dite che non si può mettere nulla di noi stesse in un registro di noiosissimi conti. Questo registro sarà sempre più noioso, finché voi lo riempirete sbuffando ad ogni cifra. Non lo sarà più, quando, invece, sarà il "vostro" registro, il registro affidato a voi, e sta a voi dimostrare che è stato affidato bene. Il problema del lavoro lo risolverete solo in questo modo poiché esso non è che un problema di buona volontà.

Il problema dell'eleganza...
Volete essere eleganti, ma il vostro stipendio crea un muro quasi insuperabile tra voi e l'eleganza. Tra i soldi che avete in tasca e lo splendido abito firmato, c'è troppa distanza: una distanza insuperabile. Benissimo, ma il problema dell'eleganza non è principalmente nel denaro, ma, soprattutto, nel buon gusto. Siete certe che con la stessa cifra che avete speso per acquistare l'abito che indossate, non avreste potuto farvi un abito migliore, un abito di maggior gusto, un abito più pratico? E' inutile che cerchiate di imitare con i vostri mezzi limitati, dei modelli che devono costare moltissimo per essere perfetti. Scegliete un abito semplice, un abito che si adatti a voi, più che essere alla moda, e che possa essere realizzato bene anche con tessuti non eccezionali, e sarete comunque alla moda, sempre, eleganti e femminili, ma solo se avrete buon gusto. Anche con i vostri mezzi.

Il problema dello svago...
La sera, quando uscite dall'ufficio, siete stanche: e anche potendo, molte volte preferite rimanere in casa e andare a letto presto. Dal sabato pomeriggio alla domenica sera, il passo è breve, che vi sembra di non poter combinare nulla di veramente divertente. E poi, anche qui, s'affaccia il problema del denaro, e troppe cose vi sono proibite dal dovere di fare economia.
E' vero, ma anche qui sta a voi dominare i vostri desideri, imparare a svagarvi anche delle cose che non costano nulla, o pochissimo. Un'amica, un libro, un lavoro a maglia divertente, possono divertirvi molto di più del solito cinema, al quale andate anche quando sapete che il film non vi piacerà, così, per abitudine. E. appena potete, fate una bella ira fuori città. Per quanto breve il tempo da sabato a domenica sera, è sufficiente a ricrearvi il fisico e lo spirito. Avete vissuto sei giorni rinchiuse in un ufficio. Avete vissuto sei giorni sedute ad una scrivania: avete bisogno di aria, di movimento. Non importa se fa freddo, non importa se non c'è il sole. Partite. Ritornerete la domenica sere completamente ritemprate. Tutto ciò vi può sembrare bello, ma difficile da realizzare. Ed è qui il vostro torto. La felicità è quasi sempre a portata di mano, e dipende quasi sempre da noi stesse. Siamo noi che non la vediamo, e l'andiamo a cercare dove non c'è.


Simonetta

giovedì 15 novembre 2012

Rouge sulle labbra

Irrinunciabile per tutti, in ogni tonalità.
Dal rosso vibrante al malva profondo,
dal prugna intenso al mora cupo.

Piene, morbidose e truccate alla perfezione: così devono essere le labbra, messe in risalto da lipstick sempre più seduttivi. In questa stagione trionfa il rossetto rosso, nella nuance classica e in quelle più profonde. Ecco i consigli di Mode d'ogni tempo per non sbagliare.

Come si mette
Il rossetto rosso sta bene a tutti ed esiste un rosso per ogni persona. Il look più glamour a Natale e Capodanno è lo smoky eyes con le labbra rosse. Per le donne dai colori più "caldi" lo consigliamo nei toni dei marroni, mentre per le "fredde" la variante in nero e grigio.
E sulle labbra il rossetto rosso: a chi non si sente completamente a proprio agio con il colore così com'è, intenso e vibrante, consigliamo di stendere prima del rossetto un lip balm e poi applicare il colore con le dita, picchiettando. Per un'applicazione perfetta partire dal centro e proseguire verso l'esterno, per labbra un po' imbronciate ma sexy.

Bocca sensuale
Prima di tutto, le labbra sensuali hanno bisogno di un scrub dedicato a loro, da fare due volte la settimana. Usare burro di cacao e miele (che ha proprietà lenitive) e uno spazzolino dalle setole morbidose, per rendere più lisce. Applicare sia il correttore sia il fondotinta anche sulla bocca, poi con una matita specifica ridisegnare il contorno della labbra "allargandolo" non più di u millimetro. Sfumare la matita verso l'interno e stendere il rossetto utilizzando un pennellino.


Simonetta

venerdì 9 dicembre 2011

Tanto di cappello

Idee per la testa. Per nascondersi come una star. Oppure per farsi notare. A volte fin troppo.

Le star li usano da sempre per uscire "in incognito", poiché il viso con un berrettino e un paio di grandi occhiali scuri quasi scompare. Quest'anno però sarà anche il compagno dell'inverno delle donne comuni, con l'obiettivo opposto: farsi notare. Perché quest'accessorio così particolare ed elegante (un tempo una donna "chic" non usciva mai di casa senza cappello) ha una doppia anima. Da un lato può coprire e nascondere i lineamenti del volto, complice di un rassicurante anonimato, dall'altro, invece, attira l'attenzione, specialmente quando è stravagante, grande e/o colorato.

Bello e raffinato quando è scelto bene, il cappello non è però sempre facilissimo da portare. Per la nuova stagione gli stilisti lo hanno proposto in moltissime versioni, molto più di quanto sia successo negli ultimi anni. Berretti, cloche, cappelli da uomo, perfino tube e copricapo da aviatore. Sulle eteree modelle delle sfilate si è visto di tutto. Ad ognuna il compito di scegliere la cornice giusta per sé: un cappello che inevitabilmente diventerà protagonista, anche eccentrico, ma che valorizzi, senza essere troppo ingombrante.

Sport, da diva, shock? Quel che è certo è che quest'anno vi è piena licenza di giocare con i cappelli. I modelli più recenti sembrano pensati per viaggiare con la fantasia nel tempo e nello spazio. Ecco perché si può scegliere un berrettino sportivo, molto contemporaneo e poco impegnativo ma anche una tuba, importante e decisamente "shock", che fa pensare al Dracula di Francis Ford Coppola. I Borsalino maschili più di moda sembrano rubati al guardaroba delle dive (e dei divi) degli anni '40 e lanciano una sfida sottile: essere femminilissime e nello stesso tempo androgine. Quelli più grandi devono essere scelti solo se non sfalsano le proporzioni della figura con un curioso effetto "fungo". I più strani, da contadinella, in lana, da cowboy, a tesa larghissima, si abbinano a look altrettanto particolari: su un abbigliamento più "normale" il contrasto diventa stridente.

Il più amato in questo momento è senza dubbio il cappello da umo tipo Borsalino, in panno e in colori austeri beige, marrone, nero. Per contrasto sta bene a chi ha un viso dolce, delicato. Per chi ha lineamenti più marcati e decisi è maggiormente adatta la cloche o il berrettino di lana, morbido sulla testa. Anche le coppole e i berretti da monella sono riservati a visi piccoli e giovani. Quelli da tennista con visiera che spesso sfoggiano le starlette televisive stanno bene solo con un look davvero semplice e sportivo.


Simonetta

lunedì 28 novembre 2011

Le prime rughe

Cosmetici per giovani donne.
Quando non è ancora il momento per un prodotto anti-età,
ma il trattamento basic non basta più.

Anche la pelle giovane ha bisogno di prodotti specifici di trattamento, mirati per le sue esigenze: idratare, annullare l'effetto nocivo dei radicali liberi e rigenerare. Tutto questo in cosmetici adeguati alla ricettività della pelle a partire dai 25 anni, da utilizzare però con la stessa costanza e serietà di chi, invece di prevenire, deve correggere. Il passaggio dalla prevenzione alla correzione può essere in questo modo posticipato e così anche la comparsa dei segni sulla pelle e della perdita di tono.

L'operazione di pulizia è il primo passo verso un'efficace prevenzione dei segni del tempo. Libera da impurità e libera di respirare, la pelle si rinnova più facilmente, produce tutto ciò che le serve per mantenersi soda, turgida e senza rughe. La mattina la detersione serve per rimuovere il sebo che si forma naturalmente la notte, La sera è necessario rimuovere il trucco oppure lo smog e tutto ciò che si è accumulato durante la giornata. Più si mantiene pulita la pelle, migliore è il suo equilibrio. I prodotti specifici sono molto delicati, capaci di adempiere al loro compito senza disidratare. Possono essere utilizzati con ogni tipo di pelle.

Periodicamente è necessario trattare la pelle con un prodotto capace di stimolare il rinnovamento cellulare. L'obiettivo è rimuovere le cellule morte dallo strato corneo: la pelle più fresca e levigata è più ricettiva nei confronti dei prodotti applicati subito dopo. In più, l'epidermide, stimolata e aiutata a rinnovarsi, conserva più a lungo la sua energia e la freschezza.

L'esfoliazione, che può essere chimica (con un prodotto che favorisce il distacco delle cellule morte grazie alla presenza di acidi delicati) o meccanica (eseguita con emulsioni o gel ce contengono piccoli granuli che massaggiati sulla pelle portano via cellule morte e impurità) deve essere eseguita una volta alla settimana dopo la detersione, la mattina o la sera. Se la pelle è particolarmente incline ad accumulare impurità può essere effettuata anche due volte alla settimana. La scelta tra l'esfoliante di un tipo o di un altro va a gusto, soprattutto se la propria pelle è normale.

Oggi ci sono cosmetici studiati proprio per le esigenze delle pelli alle prese con l'importante fase di prevenzione oppure per contrastare efficacemente le prime rughe e i primi segni di perdita dell'elasticità.
Questi prodotti, con i loro principi attivi studiati per le esigenze delle giovani donne, mantengono la pelle energica e vitale, fresca e compatta, fanno sì che gli strati cutanei anche più profondi ricevano la giusta dose di idratazione e la conservino, costituiscono una valida protezione contro i radicali liberi e lo smog. Dalle texture leggere, oppure in gel per meglio adattarsi alle pelli grasse, sono piacevoli da applicare e diventano presto un gesto gradevole, di rispetto per il proprio corpo.
Il trattamento quotidiano deve prevedere anche un prodotto per il contorno occhi capace di prevenire occhiaie, borse e piccole rughe. La crema e il contorno occhi devono essere applicati mattina e sera, dopo la detersione ed eventualmente l'esfoliazione o il siero antiossidante.

Per una pulizia extra del viso, Collistar propone Gel Esfoliante Multivitaminico, uno scrub appositamente studiato per le pelle giovani normali e secche. Da usare una o due volte alla settimana (profumeria, 23€). Per rinnovare e illuminare la pelle in cinque minuti c'è Turnaroud Instant Facial maschera di Clinique.Un prodotto capace di promuovere un'esfoliazione chimica e fisica. Da usare due o tre volte alla settimana (profumeria, 56€).

All'avanguardia, per mantenere la pelle giovane più a lungo possibile, è il Sistema di Cura per la Pelle in 3 Fasi di Clinique. Un trattamento quotidiano da usare mattina e sera con tre semplici gesti: pulizia, esfoliazione e idratazione. Per ciascuna di queste fasi Clinique propone più di una soluzione per poter personalizzare il programma il più possibile: così un tris di prodotti sarà diverso da persona a persona e può cambiare anche per la stessa persona da stagione a stagione. Uno speciale computer nelle profumerie concessionarie Clinique aiuterà nella scelta dei prodotti della famiglia "3 Fasi" (profumeria, a partire da 17€).

Un capitolo particolare per la prevenzione dell'invecchiamento cutaneo deve essere dedicato ai prodotti antiossidanti. Spesso in sieri concentrati, hanno un'elevata efficacia soprattutto nel prevenire e contrastare i danni dovuti a fattori esterni come raggi UV, inquinamento, stress e fumo.
Il plus, ideale per prevenire l'invecchiamento della pelle, è una rivoluzionaria combinazione di antiossidanti: il siero C E Ferulic di SkinCeuticals raddoppia le difese antiossidanti naturali della pelle contro i danni ambientali. L'uso costante del siero è fondamentale anche per le giovani donne, per la prevenzione della comparsa dei segni dell'invecchiamento crono e foto-indotto (rughe e rughette, colorito non omogeneo, rilassamento cutaneo) e per la riduzione di segni già visibili.
In più stimola la sintesi di collagene a favore di una maggiore compattezza della pelle. Si applica tutti i giorni dopo la detersione e prima della crema da giorno (farmacia e Medi Spa, 135€). Per Natale, SkinCeuticals per la campagna "Prevent the future, correct the past" ha creato un cofanetto che contiene tre prodotti (il detergente Gentle Cleanser, il rinnovatore idratante Retexturing Activator e C E Ferulic) al prezzo vantaggioso di 207€.

Per giocare d'anticipo sulle rughe e sugli altri segni del tempo Collistar ha messo a punto un programma completo: Speciale Prime Rughe. Tre i principi attivi protagonisti del trattamento: l'Oligopeptide 20, antirughe e stimolatore di energia, Estratto di Litchis dalle proprietà protettive, rigeneranti e illuminanti e il Trealosio che salvaguarda integrità cellulare cutanea e assicurare un'intensa idratazione.
La linea completa contiene una Mousse Detergente Illuminante, la crema giorno Energia+Luminosità e il Siero-gel Contorno Occhi anti-borse e anti-occhiaie (profumeria, speciale lancio a partire da 16€).


Simonetta

martedì 2 agosto 2011

La moda di oggi vi offre...

...per la mattina e lo sporto sempre più si affermano le camicette, di tipo maschile e classico. Spesso la spalla è tagliata nello sprone con motivi di guarnizione. Le pieghine, le applicazioni, i monogrammi rendono meno monotone queste camicette rispetto ai tristi modelli maschili. Molte camicette eleganti, di crespo leggero, di mussola, di batista, di lino, hanno una linea più complicata, sproni lavorati, che danno un aspetto più importante. Le pieghine, le arricciature, i ricami sono anche molto usati per arricchirle. Le maniche seguono la linea del braccio, oppure si arrestano al di sopra del gomito.

...dai costumi da bagno si passa a quelli da sole; pagliaccetti allegri e giovanili, calzoncini corti e camicette, oppure tute comode e pratiche. Piccole giacche con calzoni lunghi di tela, di flanella, in tinte che stacchino dalla giacca. Infinite qualità di canape, di cotone, di raion e di seta offrono il loro contributo in tutte le tinte, e in tutti i disegni, a righe a fiori, a disegni vari. Zeppe colorate e non troppo alte, comode, pratiche e rispondenti alla nuova moda completano l'abbigliamento delle villeggianti.

...la sobrietà che l'attuale momento consiglia ha reso molto familiari gli abiti per sera di cretonne a grandi fiori, bianchi o greggi su fondo ruggine, turchino o rosso. Talvolta il cretonne usuale lascia il posto al cretonne cerato, la cui lucentezza dà ricchezza e risalto alla bella linea del vestito. Di questo tessuto possono essere anche le graziose redingotte da mettere su abiti bianchi o in tinta unita, solo che il disegno sarà minuto e le tinte vivaci.

...per le vacanze montanare, l'abito a giacca in tinta neutra ha incontrastato successo: le giacche di lana che già si son viste in città sul finire della primavera hanno un primato che nessun altro tipo di giacca può vantare, e rappresentano il migliore ornamento di un corredo montanaro. Esse si appoggiano più che mai sulle tinte, o meglio sulle sfumature e sui contrasti di colore. Qualche ricamo e qualche bordo le rendono ancora più graziose.

...la moda per la campagna è sempre quella che ormai ha assunto il nome di "moda paesana": gonne arricciate, gonne a pieghe, gonne svasate, corpetti attillati, manichine rigonfie, boleri semplicissimi, cappelloni di paglia fiorentina o di leggero tessuto bianco con qualche fiore, sandaletti che hanno più degli zoccoli che del sandalo. A questi abiti freschi si aggiungono gli abiti sportivi di tela, le camicette di batista, le gonne-pantalone, gli shorts e i bei fazzoletti da girare attorno al capo.

...le giovani signore e le ragazze che trascorrono questi mesi in campagna, possono utilmente impiegare il loro tempo in occupazioni di giardinaggio; e la moda offre loro gli ingenui quanto pratici e tanto civettuoli grembiuli, composti con lo stesso spirito dei tempi passati; a fiori su abito in tinta unita, uniti e dentellati e ornati, con decorazioni di trine di cotone all'uncinetto. E ovunque, nei grembiuli così come negli abiti, tasche d'ogni forma e dimensione.


Simonetta

giovedì 28 luglio 2011

Quanto cibo sprecato!

Buttiamo tonnellate di alimenti, ma potremmo evitarlo.
Con qualche buona abitudine.

Ieri buttare via il cibo era uno scandalo, oggi è un'abitudine. In Italia ogni anno finiscono nella monnezza 20 milioni di tonnellate di alimenti, quantità che potrebbe sfamare 44 milioni di persone (l'intera Spagna, i tre quarti della nostra popolazione). Non siamo nati spreconi, lo siamo diventati. Dal 1974 ad oggi i rifiuti alimentari sono aumentati del 50%.
Dal momento in cui nascono, i cibi fanno molta strada prima di arrivare nei nostri frigoriferi ed è fisiologico che lungo questo percorso qualcosa venga perduto: pensiamo per esempio agli ortaggi che si deteriorano. Tuttavia, buona parte degli sprechi può essere evitata, anche da noi. Secondo i dati dell'Associazione ADOC - associazione nazionale per la difesa e l'orientamento dei consumatori - nel 2009 le famiglie italiane hanno buttato nella pattumiera il 17% dei prodotti ortofrutticoli, il 19% del pane e addirittura il 39% dei cibi freschi di derivazione animale (latte, uova, carne e formaggini).
Tradotti in denaro, i nostri sprechi equivalgono a 515€ all'anno, cifra che può essere risparmiata, con grande vantaggio anche per l'ambiente: per smaltire i rifiuti alimentari s'immettono nell'atmosfera grandi quantità di anidride carbonica, con notevoli ripercussioni sull'aria che respiriamo. Si butta via perché si acquista più del necessario (nel 36% dei casi), perché ci si fa irretire dalle offerte (24%), e nel 25% dei casi perché i prodotti sono scaduti. Tutte situazioni che possono essere evitate, cambiando un po' le nostre abitudini.

Consigli pratici
L'Università Milano Bicocca, in collaborazione con Legambiente, ha messo a punto il progetto Ri.De.Re in casa. "E' una campagna rivolta alla popolazione e agli studenti che si propone di ridurre gli sprechi alimentari", spiega il professor Massimo Labra, ricercatore. Dal progetto è nata la Guida critica per il consumatore intelligente (scaricabile dal sito www.zooplantlab.btbs.unimib.it), da cui abbiamo tratto alcuni di questi consigli.

Il risparmio comincia al supermercato
Compilare una lista, alla quale attenersi, aiuta a non acquistare prodotti inutili. E bene non farsi trarre in inganno dalle offerte: il "prendi tre, paghi due" è utile se davvero si ha bisogno di quel che si sta acquistando; per evitare sprechi, occorre limitarlo agli alimenti che durano a lungo valutando molto bene l'acquisto di quelli a scadenza breve. Un po' di attenzione va data alle confezioni: piuttosto che comperare un cestino con sei mele è meglio prenderne due sfuse se on se ne consumano in grandi quantità.

Cosa fare a casa
Collocare un alimento nel posto giusto significa allungargli la vita. I cibi secchi (pasta, biscotti, zucchero) assorbono molta umidità e vanno posti in ambiente asciutto, avendo cura di richiudere bene le confezioni. Nel frigorifero, i prodotti appena acquistasti vanno riposti dietro, tenendo in prima fila quelli con la scadenza più vicina. Frutta e verdura vanno riposte sui ripiani bassi, nei cassetti, dopo averle liberate dalle confezioni; anche le carni e i latticini devono essere collocati in basso; i salumi possono essere riposti sui ripiani superiori. I prodotti in bottiglia o lattina, che una volta aperti devono andare in frigorifero, sono trai i principali oggetti di spreco. Meglio scegliere le confezioni piccole, evitando le versioni risparmio se la famiglia non è numerosa.

Attenzione alle etichette
La dicitura "Da consumarsi preferibilmente entro il..." non indica una data di scadenza tassativa e non obbliga a gettare via il prodotto: superato il giorno indicato, infatti, i cibi non perdono le loro caratteristiche nutritive organolettiche (gusto, consistenza, aroma) né provocano danni alla salute. Possono essere quindi consumati anche dopo il termine (a patto, naturalmente, che siano stati ben conservati, non emanino un cattivo odore o abbiano un brutto aspetto). Al contrario, gli alimenti freschi, come il latte e i formaggi, la carne o il pesce e le uova vanno consumati entro la data indicata nella confezione.

Avanzi al ristorante? C'è la doggy bag
Un'alternativa allo spreco nei ristoranti è la doggy bag, il pacchettino con gli avanzi per il cane o il gatto. A chi non possiede animali domestici, ma non vuole che quel che ha avanzato finisca nella monnezza, hanno pensato Alberto Brosio e Federico Buono ideando Lavanzino. E' un kit acquistabile dai ristoranti e dalle mense, composto da un sacchetto portacibo e un portabottiglie in carta riciclata dove riporre gli avanzi. Per offrire in modo raffinato un servizio che spesso il cliente non osa chiedere (www.lavanzino.it).

Altre idee per ridistribuire i prodotti
Gran parte degli sprechi alimentari avviene nella grande distribuzione. Supermercati e ipermercati gettano ogni anno tonnellate di cibo, merce ancora commestibile indirizzata alla discarica perché prossima alla data di scadenza o esteticamente non presentabile.
Trasformare questo spreco in risorsa è l'obiettivo che si è posto Andrea Segrè che con l'Università di Bologna ha attivato Last Minute Market, un servizio di recupero e redistribuzione della merce invenduta.
"Quando un prodotto si avvicina alla data di scadenza o se gli imballaggi non sono perfetti, i supermercati lo ritirano dagli scaffali per destinarlo alla discarica", racconta Segrè. "E' un vero peccato, perché muovendosi in tempo, e organizzandosi, lo si può dare a chi ne ha bisogno".
Il compito di Last Minute Market è proprio questo: fornire alle aziende della grande distribuzione le indicazioni e i contatti per fare arrivare le merci invendute ad associazioni ed enti di carità della zona, illustrando anche tutte le regole igienico-sanitarie ed economico-fiscali da seguire. A Last Minute Market (www.lastminutemarket.it) possono rivolgersi le catene distributive, i comuni ma anche gli enti di assistenza che vogliono ricevere i prodotti invenduti.


Simonetta

martedì 28 dicembre 2010

Torna il jacquard

Era il 1801 quando il francese Joseph Marie Jacquard inventò un telaio speciale capace, grazie ad una scheda perforata, di riprodurre motivi complessi sui tessuti. Oggi, a distanza di più duecento anni, torna di moda lo stile che ne porta ancora il nome. Con il trionfo del jacquard d'ispirazione norvegese, i capi in maglia, dal cache-coeur ai maxipull fino alle sciarpe, si arricchiscono di fiocchi di neve, stelle, renne stilizzate. Pezzi che richiamano le atmosfere dell'inverno, perfetti nell'abbinamento con leggins e gonne di voile.



Simonetta

lunedì 18 gennaio 2010

Per essere belle: le gambe

Gambe troppo sottili e gambe grosse
Per essere bella, la gamba deve nascere sottile alla caviglia e aumentare gradatamente con una linea piena e armoniosa: la circonferenza del polpaccio, presa al punto più largo, deve essere uguale a quella del collo e del braccio al suo terzo superiore. Come si sa, la moda dei tacchi alti ha avuto un'influenza nefasta sullo sviluppo dei polpacci, che spesso ha ridotto a veri bastoni atrofici. Per avere dei polpacci normali, basterebbe esercitarsi a sollevarsi e scendere sulla punta dei piedi con l'aiuto di una pedana, che all'occorrenza può essere un gradino basso, un libro voluminoso, ecc.
Bisogna dapprima appoggiare la punta dei piedi sulla pedana; tenendo i talloni al suolo e stando in posizione diritta si sollevano i tacchi e si scende alternativamente, fino a che si sentiranno i muscoli dei polpacci stanchi e induriti. Poi si cambia posizione e si appoggiano le punte al suolo e i talloni sul sostegno facendo lo stesso esercizio.
Se le gambe sono invece troppo grosse, anche in questo caso la ginnastica e l'esercizio, uniti ad un regime appropriato, saranno utilissimi. Tutte le volte che sarà possibile biusognerà tenere le gambe più alte del resto del corpo, in posizione declive: un cuscino piatto un po' duro collocato sotto le coperte o sui materassi permetterà durante la notte questa posizione. Mattina e sera coricatevi su un divano basso, sollevano le gambe quasi ad angolo retto, appoggiandole ad una spalliera per evitare la stanchezza. In questa posizione, si dovrà fare una serie di movimenti che avranno lo scopo principale di mettere in moto tutte le articolazioni delle membra inferiori (comprese ginocchia e piedi) alzando e stendendo ritmicamente queste parti sino a stanchezza.
Si farà poi un massaggio dal basso verso l'alto, dal piede verso la radice della coscia. Questo massaggio non dovrà mai essere troppo energico: sarà (almeno in principio) un semplice sfioramento deciso.

Caviglie grosse
Bisogna anzitutto distinguere fra caviglie grosse e caviglie gonfie: le caviglie possono infatti essere tozze per infiltrazione di grasso, o di liquidi, come avviene in certe malattie. Le caviglie grosse sono in generale congenite, vale a dire si riscontrano nelle persone provviste di ossa massicce, pesanti, e circondate di muscoli forti. Il gonfiore delle caviglie è invece quasi sempre provocato da disturbi renali. Se affondando il dito nella caviglia questa tarda a riprendere la forma originale, si può sempre supporre una enfiagione causata da albuminuria. Una pratica eccezionalmente utile è quella di praticare ogni giorno, per un tempo più o meno lungo, l'avvolgimento delle gambe fin sopra il ginocchio con delle strisce apposite di gomma pura. La fasciatura va fatta con grande accuratezza, procurando che le strisce aderiscano perfettamente senza stringere troppo. Le fasce sono sconsigliabili però a chi è soggetto a vene varicose. E' consigliabile anche di non portare mai né giarrettiere né cinture che comprimano troppo l'addome, impedendo il riflusso del sangue.

Le gambe e le calze
Se le gambe sono troppo grosse, evitate le calze eccessivamente trasparenti o di colore troppo chiaro: anche chi ha le gambe pelose e non intende depilarle, farà bene ad evitare le calze troppo velate (consiglio rivolto anche ai maschietti in gonnella). Le calze il cui tallone sale a punta verso il polpaccio slanciano la linea della gamba e la assottigliano. Le gambe troppo magre si avvantaggeranno invece con colori chiari, caldi e velati.


Simonetta