Ci crediamo o non ci crediamo? L'annunzio questa volta ci vien da Parigi: la lunga guerra (non vi spaventate! è una guerra che non influisce sul corso dei fondi), la lunga guerra combattuta dai signori uomini contro le gonne a molle od a cerchi sarebbe prossima a terminare con una capitolazione delle amabili assediate. Oimé! Dopo aver diviso coll'Esposizione di Londra e colla guerra d'Oriente la maggior gloria di questi ultimi sei anni, dopo aver avuto delle vittime e delle martiri, dopo aver dato il suo nome ad un giornale di Napoli, e le sue tiranniche dimensioni alle porte d'un palazzo reale d'Inghilterra, la crinolina sarebbe lì lì per abdicare, per ritirarsi dagli affari; come ora si dice, e col fondato sospetto d'un mezzo fallimento!! Quale lusinga pei suoi nemici. Quanto ai suoi rari fautori, alle sue innumerevoli adoratrici, un conforto anche per loro! Sia detto col massimo rispetto, venga pure la notizia dal Ministero stesso delle Mode Europee, per ora non ci crediamo! La crinolina è superba; non vedete come è gonfia? Ella si ritirerà, ma lentamente e coll'onor delle armi quando nessuno la insegua; ella abdicherà forse spontaneamente come Diocleziano e Carlo V, ma non fuggirà come una vile pettegola delle Baruffe Chiozzotte, non abdicherà come Foscari per una intimazione del Consiglio dei Dieci!
Del resto abdichi pure la crinolina, la toeletta non ci perderà nulla, ma arricchirà in compenso il proprio regno di mille graziose novità. Guardate il semplice buon gusto che domina ora negli abbigliamenti da mattino! Il corsetto montante, le maniche più spesso spianate come quelle degli uomini: quanto alla gonna la è semplicissima; ma badate che questa semplicità esclude le doppie gonne, non già gli ornamenti; è tagliata all'indietro quasi a coda, s'arrotonda dinnanzi sul collo del piede. Con le gonne di raso si costumano larghi circoli di velluto guarniti di merlettini appoggiati alle quattro cuciture del dinanzi; la cui dimensione sarà al basso giusto il doppio che alla cintura; essi si continuano sul corsetto, ma molto più piccoli, e nel mezzo a ciascuno corre un passamano frammischiato di piccoli grani di conteria. Non si dimentichi che dura anche quest'anno la moda annunciata nello scorso inverno dei corsetti senza falde tagliati colla gonna che è di sbieco nell'alto per nasconderne l'ampiezza. I vestiti di sera sono meno semplici ma altrettanto belli. Ne additeremo uno come capolavoro di leggerezza e di eleganza, formato da sette od otto faldoni di taffettà verde, intersecati da altrettanti faldoni di taffettà grigio perla, sui quali corrono medaglioni di fiori non troppo appariscenti: il corsetto montante con una piccola berta quadrata a due falde, e bottoncini a ghianda acuta. Le maniche per tali veste possono tenersi molto corte e rigonfie, massime presso alla spalla.
Nei cappelli sembrano prender corpo quest'anno le più poetiche fantasie della Moda, che nel nostro secolo è vicina ad usurpar il posto di decima Musa. Domina il rigonfio di "tulle" con intorno grandi striscie di velluto, di forma svariatissima, ma circondate quasi sempre da pizzo nero. Anche il raso è accettato. Un cappello di velluto nero cogli ornamenti di raso rosa e le briglie di raso nero offrirebbe molta eleganza congiunta a sodezza. Ove si desiderasse maggior risalto si dovrebbe ricorrere al raso pensée frammischiato colla felpa bianca.
I capucci per teatro e le brillanti acconciature in ciniglia e gocciole d'oro sono di gran moda. I corsetti de' vestiti da teatro si adornano sovente di bretelle di tulle nero alla jokey coperte da piccole lozanghe di velluto nero, circondato da pizzo nero che s'incrocia da ciascuna parte, e con nastri intrecciati di pizzo ed ondeggianti. Citiamo tra le novità i collari a punta davanti e di dietro, coperti di quadrigliato in velluto bleu e cinti di merletto bianco, su cui casca un piccolo pizzo nero. I fichu sono d'estrema eleganza. Se ne fanno di pizzo bianco, arrotondati a foggia di berta, con tre righe di velluto ponceau, e bleu di China, disposte all'intorno, e terminate da piccoli nodi: si orlano di merletto bianco ricoperto a metà da un altro merletto nero che lo arricchisce e gli dà quell'impronta ricca insieme e leggera che è lo scike della moda.
Nastri di velluto scozzese ricamati d'oro e d'argento, frangie di ciniglia per corsetti, abiti e mantelli sono assai ricercati dal mondo elegante. Un'utile innovazione sono i guanti Josephine nei quali un piccolo e commodo uncinetto è sostituito al bottoncino d'infedele memoria. Le cinture russe a fascie d'oro e una ricca acconciatura a piastre e catenelle d'oro guarnite di granellini di cui può ornarsi anche il corsetto, sono all'ordine del giorno per le gran dame, come ornamenti che uniscono alla ricchezza e al buon gusto una tal qual bizzarria. Ecco un bollettino che segna un trionfo. Anche i nostri detrattori saranno costretti a confessare che la moda, senza decampare dall'usata eleganza, tende a diventar ragionevole e quasi artistica. Scommettiamo che neppure i pronipoti rideranno delle foggie d'abiti de' ritratti fatti quest'anno, e questo è un successo che si deve al sottile ingegno delle modiste. Sopratutto sono da lodarsi di essersi emancipate dalla tirannia dei colori: non più di questa o quella tinta preferenza d'ogni altra; ma l'armonia, il bell'effetto in qualunque maniera lo si ottenga.
E passando ad altre novità saprete gentili signore, che all'anno venturo correte rischio di trovare dalla vostra portinaia una completa galleria di ritratti? Si tratta di unire al biglietto di visita, il ritratto in fotografia della persona che vi è inscritta, tanto il secolo inclina alla vanità ed alle apparenze. Diremo anche noi come Sterne diceva dei baci che si costumavan dare in Inghilterra alle signore: i buoni compensavano i cattivi; ma qualche indiscreto indovino invidia fin d'ora la sorte d'alcuno di quei biglietti.
SPIEGAZIONE DEL FIGURINO
Abbigliamenti da ballo - Vestito di "tulle" a quattro gonnelle doppie; la prima trattenuta da cadaun lato da un mazzo di rose. Corsetto scollato a due punte. Corona di rose ne' capelli.
Vestito di taffettà a righe traversali, a due gonnelle, la prima adorna di nastri di taffettà arricciato. "Burnous" di "cachemire". Ghirlanda di margherite sulla pettinatura.
Oggetti vari di toletta - Cuffie, sottomaniche, camicini, fichu. Giubbettino da signora pel mattino. Bavera di raso ovattato per la sera. Vesticciuola e capottina da bambino.
Tratto dal "Corriere delle Dame" dell'11 gennaio 1859.
Mademoiselle
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giovedì 31 luglio 2014
Come eravamo: mode, novità e costumi per il 1859
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sabato 14 aprile 2012
Domani sarà di moda...
I tessuti più vari si vedranno nelle nuove collezioni: stoffe già pieghettate appositamente, perché i disegni formino nella confezione, righe alternate tessuti tipo cachemire, stoffe a pastiglie messe a righe trasversali o longitudinali, già distribuite per lo sprone, le maniche, la cintura; tessuti uniti con grandi bordi fantasia, tra i più originali, come giochi dell'oca, foglietti di calendario, giardini zoologici, ecc; sete, lane e lino saranno i tessuti predominanti.
Si portano le mantelle in tutte le fogge e dimensioni. Vedremo mantelline brevi, trasparenti, in tinta con l'abito o contrastanti, oppure lunghe mantelle militaresche a doppio rovescio. Altre mantelline saranno a doppio uso: da portarsi sulle spalle, o da mettersi in vita come sopra-gonna aperta o grembiulino.
I colori dominanti: lilla, bianco, nero blu, vinaccia. Le righe sono le più di moda. Vedremo soprabiti a righe a biti uniti, e viceversa.
Praticissimo il tre pezzi: abito a giacca e giacchettone supplementare. Se sapete alternare gli elementi del tre-pezzi potete figurare di avere diversi vestiti con lo stesso vestito.
Le gonne si rialzano di vita, formando sul davanti una specie di bustina rigida che arriva sino al petto.
Le gonne ricche sono il motivo dominante della primavera. Però la moda lo cambia un poco, tenendo teso il telo dietro, e molto ampio quello davanti.
Velette, velette, velette, Colorate, a pastigliette, larghe, fitte, lunghe, corte, ad aureola, ricadenti lungo le spalle. Si usano e si mettono in tutti i modi: a sottogola, sul capo, a mezzo viso, con gli occhi scoperti e la bocca fasciata alla turca.
Molti bottoni negli abiti e nelle camicette. Poche cinture. Le giacche sono lunghe, aderenti, abbottonate, ma senza cintura.
Il lino con guarnizione di pizzo da biancheria è molto usato per camicettine da abito a giacca. E' molto fresco, si lava bene e dura molto. Ha il difetto di spiegazzarsi facilmente.
Per sera si fanno degli abiti semplicissimi in tela franca, in piccato, in lino impunturato. Molto freschi e giovanili, ma francamente troppo poveri e sguarniti. L'abito da sera deve essere ricco di tessuto o di fogge; anche se di linee sobrie deve avere qualcosa che giustifica il suo motivo da parata.
Ho visto un abito da cerimonia con la crinolina. I ritorni ai tempi e alle fogge antiche si fanno sempre più frequenti, e queste evidenti esagerazioni ne sono il segno.
Ritornano gli scialletti in pizzo, velo, laminato, ricchissimi di tessuto, ma di foggia umile e disadorna come quelli delle nonnine povere.
Betta
Si portano le mantelle in tutte le fogge e dimensioni. Vedremo mantelline brevi, trasparenti, in tinta con l'abito o contrastanti, oppure lunghe mantelle militaresche a doppio rovescio. Altre mantelline saranno a doppio uso: da portarsi sulle spalle, o da mettersi in vita come sopra-gonna aperta o grembiulino.
I colori dominanti: lilla, bianco, nero blu, vinaccia. Le righe sono le più di moda. Vedremo soprabiti a righe a biti uniti, e viceversa.
Praticissimo il tre pezzi: abito a giacca e giacchettone supplementare. Se sapete alternare gli elementi del tre-pezzi potete figurare di avere diversi vestiti con lo stesso vestito.
Le gonne si rialzano di vita, formando sul davanti una specie di bustina rigida che arriva sino al petto.
Le gonne ricche sono il motivo dominante della primavera. Però la moda lo cambia un poco, tenendo teso il telo dietro, e molto ampio quello davanti.
Velette, velette, velette, Colorate, a pastigliette, larghe, fitte, lunghe, corte, ad aureola, ricadenti lungo le spalle. Si usano e si mettono in tutti i modi: a sottogola, sul capo, a mezzo viso, con gli occhi scoperti e la bocca fasciata alla turca.
Molti bottoni negli abiti e nelle camicette. Poche cinture. Le giacche sono lunghe, aderenti, abbottonate, ma senza cintura.
Il lino con guarnizione di pizzo da biancheria è molto usato per camicettine da abito a giacca. E' molto fresco, si lava bene e dura molto. Ha il difetto di spiegazzarsi facilmente.
Per sera si fanno degli abiti semplicissimi in tela franca, in piccato, in lino impunturato. Molto freschi e giovanili, ma francamente troppo poveri e sguarniti. L'abito da sera deve essere ricco di tessuto o di fogge; anche se di linee sobrie deve avere qualcosa che giustifica il suo motivo da parata.
Ho visto un abito da cerimonia con la crinolina. I ritorni ai tempi e alle fogge antiche si fanno sempre più frequenti, e queste evidenti esagerazioni ne sono il segno.
Ritornano gli scialletti in pizzo, velo, laminato, ricchissimi di tessuto, ma di foggia umile e disadorna come quelli delle nonnine povere.
Betta
martedì 2 agosto 2011
La moda di oggi vi offre...
...per la mattina e lo sporto sempre più si affermano le camicette, di tipo maschile e classico. Spesso la spalla è tagliata nello sprone con motivi di guarnizione. Le pieghine, le applicazioni, i monogrammi rendono meno monotone queste camicette rispetto ai tristi modelli maschili. Molte camicette eleganti, di crespo leggero, di mussola, di batista, di lino, hanno una linea più complicata, sproni lavorati, che danno un aspetto più importante. Le pieghine, le arricciature, i ricami sono anche molto usati per arricchirle. Le maniche seguono la linea del braccio, oppure si arrestano al di sopra del gomito.
...dai costumi da bagno si passa a quelli da sole; pagliaccetti allegri e giovanili, calzoncini corti e camicette, oppure tute comode e pratiche. Piccole giacche con calzoni lunghi di tela, di flanella, in tinte che stacchino dalla giacca. Infinite qualità di canape, di cotone, di raion e di seta offrono il loro contributo in tutte le tinte, e in tutti i disegni, a righe a fiori, a disegni vari. Zeppe colorate e non troppo alte, comode, pratiche e rispondenti alla nuova moda completano l'abbigliamento delle villeggianti.
...la sobrietà che l'attuale momento consiglia ha reso molto familiari gli abiti per sera di cretonne a grandi fiori, bianchi o greggi su fondo ruggine, turchino o rosso. Talvolta il cretonne usuale lascia il posto al cretonne cerato, la cui lucentezza dà ricchezza e risalto alla bella linea del vestito. Di questo tessuto possono essere anche le graziose redingotte da mettere su abiti bianchi o in tinta unita, solo che il disegno sarà minuto e le tinte vivaci.
...per le vacanze montanare, l'abito a giacca in tinta neutra ha incontrastato successo: le giacche di lana che già si son viste in città sul finire della primavera hanno un primato che nessun altro tipo di giacca può vantare, e rappresentano il migliore ornamento di un corredo montanaro. Esse si appoggiano più che mai sulle tinte, o meglio sulle sfumature e sui contrasti di colore. Qualche ricamo e qualche bordo le rendono ancora più graziose.
...la moda per la campagna è sempre quella che ormai ha assunto il nome di "moda paesana": gonne arricciate, gonne a pieghe, gonne svasate, corpetti attillati, manichine rigonfie, boleri semplicissimi, cappelloni di paglia fiorentina o di leggero tessuto bianco con qualche fiore, sandaletti che hanno più degli zoccoli che del sandalo. A questi abiti freschi si aggiungono gli abiti sportivi di tela, le camicette di batista, le gonne-pantalone, gli shorts e i bei fazzoletti da girare attorno al capo.
...le giovani signore e le ragazze che trascorrono questi mesi in campagna, possono utilmente impiegare il loro tempo in occupazioni di giardinaggio; e la moda offre loro gli ingenui quanto pratici e tanto civettuoli grembiuli, composti con lo stesso spirito dei tempi passati; a fiori su abito in tinta unita, uniti e dentellati e ornati, con decorazioni di trine di cotone all'uncinetto. E ovunque, nei grembiuli così come negli abiti, tasche d'ogni forma e dimensione.
Simonetta
...dai costumi da bagno si passa a quelli da sole; pagliaccetti allegri e giovanili, calzoncini corti e camicette, oppure tute comode e pratiche. Piccole giacche con calzoni lunghi di tela, di flanella, in tinte che stacchino dalla giacca. Infinite qualità di canape, di cotone, di raion e di seta offrono il loro contributo in tutte le tinte, e in tutti i disegni, a righe a fiori, a disegni vari. Zeppe colorate e non troppo alte, comode, pratiche e rispondenti alla nuova moda completano l'abbigliamento delle villeggianti.
...la sobrietà che l'attuale momento consiglia ha reso molto familiari gli abiti per sera di cretonne a grandi fiori, bianchi o greggi su fondo ruggine, turchino o rosso. Talvolta il cretonne usuale lascia il posto al cretonne cerato, la cui lucentezza dà ricchezza e risalto alla bella linea del vestito. Di questo tessuto possono essere anche le graziose redingotte da mettere su abiti bianchi o in tinta unita, solo che il disegno sarà minuto e le tinte vivaci.
...per le vacanze montanare, l'abito a giacca in tinta neutra ha incontrastato successo: le giacche di lana che già si son viste in città sul finire della primavera hanno un primato che nessun altro tipo di giacca può vantare, e rappresentano il migliore ornamento di un corredo montanaro. Esse si appoggiano più che mai sulle tinte, o meglio sulle sfumature e sui contrasti di colore. Qualche ricamo e qualche bordo le rendono ancora più graziose.
...la moda per la campagna è sempre quella che ormai ha assunto il nome di "moda paesana": gonne arricciate, gonne a pieghe, gonne svasate, corpetti attillati, manichine rigonfie, boleri semplicissimi, cappelloni di paglia fiorentina o di leggero tessuto bianco con qualche fiore, sandaletti che hanno più degli zoccoli che del sandalo. A questi abiti freschi si aggiungono gli abiti sportivi di tela, le camicette di batista, le gonne-pantalone, gli shorts e i bei fazzoletti da girare attorno al capo.
...le giovani signore e le ragazze che trascorrono questi mesi in campagna, possono utilmente impiegare il loro tempo in occupazioni di giardinaggio; e la moda offre loro gli ingenui quanto pratici e tanto civettuoli grembiuli, composti con lo stesso spirito dei tempi passati; a fiori su abito in tinta unita, uniti e dentellati e ornati, con decorazioni di trine di cotone all'uncinetto. E ovunque, nei grembiuli così come negli abiti, tasche d'ogni forma e dimensione.
Simonetta
lunedì 1 agosto 2011
I tessuti e le linee dell'estate 2011
Sete pesanti o lievi come diafane nuvolette o stoffe di raion o di fiocco morbide e lucenti, in una varietà di colori e di disegni infinita: questo il materiale che i marchi, grandi e piccoli, propongono per i nostri abiti estivi. Abbiamo assistito a numerose sfilate di collezioni e il nostro cuore si è rallegrato nel constatare la bellezza dei prodotti tessili, sia come qualità, sia come gusto.
Una fioritura di corolle di tutte le forme, di tutte le tinte, dalle più piccoline, riproducenti i modesti fiorellini dei prati, o le primule o i nontiscordardimé, ad enormi mazzi di fiori fantasiosi e paradossali; tutto ciò che la genialità di un disegnatore e il buon gusto di un fabbricante può escogitare ci è apparso; ed abbiamo applaudito ed ammirato con gioia. Le gabardine, i picchè, le tele unite (di lino, di cotone, di raion) formano i bei costumi a giacca pratici ed eleganti; ne abbiamo visti alcuni singolarmente graziosi, in tessuto bianco, sul quale una nota viva era data dalla camicetta o dalla cravatta. Oppure, una delle formule amate in questa estate 2011, è quella della gonna unita - di un colore di pastello oppure grigia o color legno di rosa - con giacchetta a quadrettini minuscoli nei quali domina il colore della gonna stessa. Siccome la moda vuole la vita sottile, è necessario che delle pieghine interne accostino con molta perizia i quadretti (specialmente quando non sono tanto piccoli, poiché anche la quadrettatura piuttosto grande è di moda) in modo da assottigliare la linea della cintola. Lo stesso sia detto per le stoffe a righe che molte collezioni prediligono.
Un altro tipo di costume particolarmente armonioso è quello formato da una gonna di colore pastello - lavanda, campanula, mostarda, alabastro, confetto, aurora - con una giacchetta di tonalità alquanto più chiara, ma sempre nella stessa gamma. Una cravattina nera o turchino marinaio, una borsa in tinta accesa formeranno un contrasto assai piacevole su questo insieme dolce, giovane e soave. La camicetta sotto questi vestiti dev'essere anch'essa molto chiara.
Alcuni stilisti amano proporre la camicetta della stessa tinta dell'abito; ma generalmente noi donne preferiamo che la camicetta sia diversa; sia perché una tinta che stacchi completamente darà un tocco molto più carino all'insieme, sia perché la possibilità di variare permetterà - quando si toglie la giacca - di dare al vestito un aspetto differente e di mutarlo secondo le ore della giornata. La camicetta semplice, del tipo quasi da uomo, sarà adatta per la mattina, mentre una camicetta arricchita di tramezzi, gale, piegoline, nervature, sarà più elegante e si potrà portare se si è invitate a colazione o per qualche visita nelle prime ore del pomeriggio.
La linea vuole ancora le spalle quadrate ma senza esagerazione, e la vita stretta; per le gonne vi sono due tendenze principali: quella della gonna svasata e quella della "silhouette ad ombrello". Pare che questa seconda sia per ora soltanto un accenno a quella che sarà la moda autunnale; durante l'estate si preferiranno ancora gli abiti larghi in basso che danno un senso di maggior freschezza e di femminile libertà. Anche negli abiti da sera le due tendenze combattono; ma si può senz'altro profetizzare che l'abito ampio risulterà vittorioso, poiché i tessuti estivi - crespi, tulli, organza, mussoline - mal si adattano ad una linea striminzita.
Una vera e propria novità nella linea degli abiti estivi è data dai corpetti e dalle camicette blusanti ispirate a quelle che si usavano negli anni '20. Tale linea non è ancora generalizzata, ma vogliamo segnalarla subito ai nostri lettori, appunto per la sua novità assoluta. Nei vestiti in cui più si accentua questo movimento, la vita è segnata un pochino più in basso e la cintura è piuttosto piccola, cosicché la stoffa, rimborsandovi sopra, la nasconde quasi completamente.
I soprabiti che porteremo in qualche giornata improvvisamente fresca o per un viaggio in montagna saranno morbidi e fluttuanti, di lana - o di fiocco tipo lana - della stessa tinta dell'abito o di tono completamente opposto. Sono tutti guarniti da tasche enormi; qualche volta hanno la martingala, ma più spesso ricadono scampanati, senza cintura.
Concludendo: la scelta è varia; tocca a noi saper vagliare e discernere quello che è più adatto al nostro tipo di corpo e alle nostre necessità. Ma sappiate sempre disporre colori e fogge in modo personale per avere un insieme armonioso ma che non sia identico a quello di tutti i vostri amici. Studiate per apparire semplici; selezionate ogni particolare con la più grande raffinatezza, ma fate in modo che di questo non ci si accorga; ricordate che la vera eleganza è sempre data dalla sobrietà, specialmente in un'epoca qual è questa in cui viviamo!
Dada
Una fioritura di corolle di tutte le forme, di tutte le tinte, dalle più piccoline, riproducenti i modesti fiorellini dei prati, o le primule o i nontiscordardimé, ad enormi mazzi di fiori fantasiosi e paradossali; tutto ciò che la genialità di un disegnatore e il buon gusto di un fabbricante può escogitare ci è apparso; ed abbiamo applaudito ed ammirato con gioia. Le gabardine, i picchè, le tele unite (di lino, di cotone, di raion) formano i bei costumi a giacca pratici ed eleganti; ne abbiamo visti alcuni singolarmente graziosi, in tessuto bianco, sul quale una nota viva era data dalla camicetta o dalla cravatta. Oppure, una delle formule amate in questa estate 2011, è quella della gonna unita - di un colore di pastello oppure grigia o color legno di rosa - con giacchetta a quadrettini minuscoli nei quali domina il colore della gonna stessa. Siccome la moda vuole la vita sottile, è necessario che delle pieghine interne accostino con molta perizia i quadretti (specialmente quando non sono tanto piccoli, poiché anche la quadrettatura piuttosto grande è di moda) in modo da assottigliare la linea della cintola. Lo stesso sia detto per le stoffe a righe che molte collezioni prediligono.
Un altro tipo di costume particolarmente armonioso è quello formato da una gonna di colore pastello - lavanda, campanula, mostarda, alabastro, confetto, aurora - con una giacchetta di tonalità alquanto più chiara, ma sempre nella stessa gamma. Una cravattina nera o turchino marinaio, una borsa in tinta accesa formeranno un contrasto assai piacevole su questo insieme dolce, giovane e soave. La camicetta sotto questi vestiti dev'essere anch'essa molto chiara.
Alcuni stilisti amano proporre la camicetta della stessa tinta dell'abito; ma generalmente noi donne preferiamo che la camicetta sia diversa; sia perché una tinta che stacchi completamente darà un tocco molto più carino all'insieme, sia perché la possibilità di variare permetterà - quando si toglie la giacca - di dare al vestito un aspetto differente e di mutarlo secondo le ore della giornata. La camicetta semplice, del tipo quasi da uomo, sarà adatta per la mattina, mentre una camicetta arricchita di tramezzi, gale, piegoline, nervature, sarà più elegante e si potrà portare se si è invitate a colazione o per qualche visita nelle prime ore del pomeriggio.
La linea vuole ancora le spalle quadrate ma senza esagerazione, e la vita stretta; per le gonne vi sono due tendenze principali: quella della gonna svasata e quella della "silhouette ad ombrello". Pare che questa seconda sia per ora soltanto un accenno a quella che sarà la moda autunnale; durante l'estate si preferiranno ancora gli abiti larghi in basso che danno un senso di maggior freschezza e di femminile libertà. Anche negli abiti da sera le due tendenze combattono; ma si può senz'altro profetizzare che l'abito ampio risulterà vittorioso, poiché i tessuti estivi - crespi, tulli, organza, mussoline - mal si adattano ad una linea striminzita.
Una vera e propria novità nella linea degli abiti estivi è data dai corpetti e dalle camicette blusanti ispirate a quelle che si usavano negli anni '20. Tale linea non è ancora generalizzata, ma vogliamo segnalarla subito ai nostri lettori, appunto per la sua novità assoluta. Nei vestiti in cui più si accentua questo movimento, la vita è segnata un pochino più in basso e la cintura è piuttosto piccola, cosicché la stoffa, rimborsandovi sopra, la nasconde quasi completamente.
I soprabiti che porteremo in qualche giornata improvvisamente fresca o per un viaggio in montagna saranno morbidi e fluttuanti, di lana - o di fiocco tipo lana - della stessa tinta dell'abito o di tono completamente opposto. Sono tutti guarniti da tasche enormi; qualche volta hanno la martingala, ma più spesso ricadono scampanati, senza cintura.
Concludendo: la scelta è varia; tocca a noi saper vagliare e discernere quello che è più adatto al nostro tipo di corpo e alle nostre necessità. Ma sappiate sempre disporre colori e fogge in modo personale per avere un insieme armonioso ma che non sia identico a quello di tutti i vostri amici. Studiate per apparire semplici; selezionate ogni particolare con la più grande raffinatezza, ma fate in modo che di questo non ci si accorga; ricordate che la vera eleganza è sempre data dalla sobrietà, specialmente in un'epoca qual è questa in cui viviamo!
Dada
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venerdì 15 gennaio 2010
Le mode del 2010
Nel 2010 sarà di tendenza il grigio perla per le brune. Per le ragazze bionde il verde salvia sarà il colore
preferito e che ben si abbina nelle tonalità che si prevedono per quest'anno; non potevamo certo dimenticare le more, che potranno risaltare il loro
fascino mediterraneo con un piacevole e grazioso grigio perla.
Le vesti in generale, assai ampie e lunghe e di belle e pesanti stoffe, daranno alla figura femminile un aspetto nobile e maestoso; in certe proposte delle grandi case di moda possiamo trovare la riproposizione di modelli ispirati a quelli delle nostre bisavole, ad un tempo in cui gli errori della morale erano almeno velati sotto una vernice di squisita urbanità ed eleganza principesca. Le stoffe per città sono di reps, con rigature e disegni di velluto pieno, popeline ricchissime a quadrigliati di color verde, nero, blu e marrone, e taffettà pesanti di ogni colore, ma specialmente nero.
Quanto alla foggia dei vestiti, i corsetti avranno la vita corta e rotonda, oppure a punta davanti e dietro. Le vite rotonde sono chiuse davanti da un doppio fermaglio d'acciaio. Le gonnelle, tagliate un poco a punta nell'alto, si allargano molto al basso, formando uno strascico. Le maniche saranno aderenti all'alto e guarnite di balze, gonfie nella parte inferiore e chiuse al polso. Le maniche a crepacci, stile Luigi XIII, saranno pure di gran moda quest'anno. Il portagonne Pompadour diventerà tanto più necessario quanto più la moda sarà incline per le vesti ricche, lunghe e pesanti.
Tre fogge di soprabiti sono in voga: la sciarpa di cachemire o scialle, la baschina di drappo o di velluto nero e il burnus., ispirato all'ampio mantello tipico dell'abbigliamento maschile nel Nord Africa. Da ultimo, le sfilate di Parigi raccomandano il capotto lungo, il trench ma anche un ampio papelot alla Medici, con ampia bavera a punta davanti, e maniche pagode assai lunghe e larghe.
I cappelli resteranno per tutto l'inverno come quest'ultimo autunno, più sporgenti sulla fronte, inarcati alle gote, sullo stile dei tempi di Mary Stuart, alquanto in dissonanza con l'abbigliamento Pompadour dei nostri giorni. Ma le belle donne non soffrono di questa disarmonia: non abbandonandosi irriflessive ai capricci della moda, ma bensì interpretandola a loro agio, esse ottengono di comparire sempre nuove, aggraziate, seducenti e di genere esclusivo, raro e molto apprezzato.
Quasi tutti i cappelli si compongono di stoffe diverse: velluto e taffettà, raso e velluto, taffettà e pizzo. Gli ornamenti sono per lo più uccellini, sciarpe di velluto, fiori di velluto, nastrini e tanto, tanto pizzo ultrafemminile. Cito alcuni dei cappelli più significativi:
1. Cappello di velluto reale bianco, col davanti pieghettato e il bavolet di velluto color rosa delle Alpi, adornato da un uccellino dello stesso colore, con gli occhi di diamante. Sotto l'ala cocche di velluto trattenute nel mezzo da un fermaglio impreziosito da swarosky. Larghe briglie di taffettà bianco e strette briglie di velluto.
2. Cappello di velluto nero, guarnito da un bel pizzo e da una larga sciarpina di taffettà blu ricamata in seta nera che ne circonda il fondo, terminando dal lato sinistro all'indietro con un bel nodo a lunghi capi. Il bandò sotto l'ala è composto di tre doppi nodi di taffettà blu, trattenuti da velluto color nero.
3. Cappello di velluto nero con una traversa di velluto color azzurro, il cui capo, guarnito di pizzo, ricade a sinistra sotto un uccellino. Il bandò interno o giro di testa è formato di foglie di velluto blu e grappe brune.
Potremmo poi parlare delle acconciature, ispirate a certe esibizioni teatrali e musical di Broadway. Il loro pregio consiste nell'armonia con il volto a cui son destinate, e questa armonia non vuole né colori né disposizioni fisse. Per una donna dalla tinta bruna converrà una treccia, adornata da una coccarda e una reticella di seta; un'altra sembrerà seducente con una doppia traversa di nastro trattenuta da un fermacapelli e terminata da una frangia di seta. Acconciature più comuni sono corone di fiori folte dai lati e a strascichi. Una ricca capigliatura corvina s'adornerà di pizzo bianco trattenuto da un fermaglio di diamanti e da una camelia rossa; una bionda si adornerà d'una sciarpa di velluto verde e pizzo bianco. Le ragazze che portano i cappelli rialzati a bandò non avranno altro ornamento che il cache-peigne (nascondipettine) ed è precisamente un pizzo, una reticella, un cespuglio di fiori, un intreccio di nastri che si assetta sui capelli della nuca.
Ma per ben acconciarsi è necessario, più che questi particolari della moda, l'arte della vostra parrucchiera, il vostro buon gusto istintivo, la pratica di società dove si avvezza l'occhio e la mente insieme a giudicare il bene e il male, così nelle azioni così come negli ornamenti.
Mademoiselle
Le vesti in generale, assai ampie e lunghe e di belle e pesanti stoffe, daranno alla figura femminile un aspetto nobile e maestoso; in certe proposte delle grandi case di moda possiamo trovare la riproposizione di modelli ispirati a quelli delle nostre bisavole, ad un tempo in cui gli errori della morale erano almeno velati sotto una vernice di squisita urbanità ed eleganza principesca. Le stoffe per città sono di reps, con rigature e disegni di velluto pieno, popeline ricchissime a quadrigliati di color verde, nero, blu e marrone, e taffettà pesanti di ogni colore, ma specialmente nero.
Quanto alla foggia dei vestiti, i corsetti avranno la vita corta e rotonda, oppure a punta davanti e dietro. Le vite rotonde sono chiuse davanti da un doppio fermaglio d'acciaio. Le gonnelle, tagliate un poco a punta nell'alto, si allargano molto al basso, formando uno strascico. Le maniche saranno aderenti all'alto e guarnite di balze, gonfie nella parte inferiore e chiuse al polso. Le maniche a crepacci, stile Luigi XIII, saranno pure di gran moda quest'anno. Il portagonne Pompadour diventerà tanto più necessario quanto più la moda sarà incline per le vesti ricche, lunghe e pesanti.
Tre fogge di soprabiti sono in voga: la sciarpa di cachemire o scialle, la baschina di drappo o di velluto nero e il burnus., ispirato all'ampio mantello tipico dell'abbigliamento maschile nel Nord Africa. Da ultimo, le sfilate di Parigi raccomandano il capotto lungo, il trench ma anche un ampio papelot alla Medici, con ampia bavera a punta davanti, e maniche pagode assai lunghe e larghe.
I cappelli resteranno per tutto l'inverno come quest'ultimo autunno, più sporgenti sulla fronte, inarcati alle gote, sullo stile dei tempi di Mary Stuart, alquanto in dissonanza con l'abbigliamento Pompadour dei nostri giorni. Ma le belle donne non soffrono di questa disarmonia: non abbandonandosi irriflessive ai capricci della moda, ma bensì interpretandola a loro agio, esse ottengono di comparire sempre nuove, aggraziate, seducenti e di genere esclusivo, raro e molto apprezzato.
Quasi tutti i cappelli si compongono di stoffe diverse: velluto e taffettà, raso e velluto, taffettà e pizzo. Gli ornamenti sono per lo più uccellini, sciarpe di velluto, fiori di velluto, nastrini e tanto, tanto pizzo ultrafemminile. Cito alcuni dei cappelli più significativi:
1. Cappello di velluto reale bianco, col davanti pieghettato e il bavolet di velluto color rosa delle Alpi, adornato da un uccellino dello stesso colore, con gli occhi di diamante. Sotto l'ala cocche di velluto trattenute nel mezzo da un fermaglio impreziosito da swarosky. Larghe briglie di taffettà bianco e strette briglie di velluto.
2. Cappello di velluto nero, guarnito da un bel pizzo e da una larga sciarpina di taffettà blu ricamata in seta nera che ne circonda il fondo, terminando dal lato sinistro all'indietro con un bel nodo a lunghi capi. Il bandò sotto l'ala è composto di tre doppi nodi di taffettà blu, trattenuti da velluto color nero.
3. Cappello di velluto nero con una traversa di velluto color azzurro, il cui capo, guarnito di pizzo, ricade a sinistra sotto un uccellino. Il bandò interno o giro di testa è formato di foglie di velluto blu e grappe brune.
Potremmo poi parlare delle acconciature, ispirate a certe esibizioni teatrali e musical di Broadway. Il loro pregio consiste nell'armonia con il volto a cui son destinate, e questa armonia non vuole né colori né disposizioni fisse. Per una donna dalla tinta bruna converrà una treccia, adornata da una coccarda e una reticella di seta; un'altra sembrerà seducente con una doppia traversa di nastro trattenuta da un fermacapelli e terminata da una frangia di seta. Acconciature più comuni sono corone di fiori folte dai lati e a strascichi. Una ricca capigliatura corvina s'adornerà di pizzo bianco trattenuto da un fermaglio di diamanti e da una camelia rossa; una bionda si adornerà d'una sciarpa di velluto verde e pizzo bianco. Le ragazze che portano i cappelli rialzati a bandò non avranno altro ornamento che il cache-peigne (nascondipettine) ed è precisamente un pizzo, una reticella, un cespuglio di fiori, un intreccio di nastri che si assetta sui capelli della nuca.
Ma per ben acconciarsi è necessario, più che questi particolari della moda, l'arte della vostra parrucchiera, il vostro buon gusto istintivo, la pratica di società dove si avvezza l'occhio e la mente insieme a giudicare il bene e il male, così nelle azioni così come negli ornamenti.
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